Domande e risposte
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In questa parte del nostro sito, troverai le risposte alle Domande Frequenti (FAQ), cosi come risposte a domande del tipo Come faccio a... e Sapevi che.... Se vuoi posta pure dei commenti alle FAQ.
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| Categoria | FAQ | Ultima FAQ pubblicata |
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Domande e risposte su chi sono i cristiani avventisti e a cosa credono. Sentiti libero di porre ogni tipo di domanda, anche di carattere dottrinale o teologico. |
5 | Un solo insegnamento cristiano. Ma mille religion... |
Di seguito l'elenco delle ultime FAQ pubblicate.
Proposta da Visitatore di Vivilasperanza.org e Risposta da Webmaster il 07-Jul-2007 08:06 (139 letture)
La posizione ufficiale della chiesa avventista è di dialogo e di rispetto per tutte le fedi e in particolare per le altre fedi cristiane esprime in un documento ufficiale: "Noi riconosciamo le organizzazioni che presentano Cristo agli uomini come parte del piano divino di evangelizzazione del mondo e teniamo in grande considerazione uomini e donne di altre confessioni che si impegnano a portare gli uomini a Cristo." (Dichiarazione sui rapporti con le altre Chiese e denominazioni religiose)
La chiesa avventista ritiene per se stessa che "all'origine della sua storia il popolo avventista ha ricevuto il mandato di ricordare, secondo il Vangelo, l'imminenza della seconda venuta di Cristo. Questo mandato ci spinge a proclamare le verità bibliche dal punto di vista specifico dell'invito alla preparazione contenuto nelle profezie bibliche." Il cristianesimo nella storia ha sicuramente visto alti e bassi di qualità nel modo di praticare gli insegnamenti evangelici circa come vivere e come adorare. Ma ci sono stati periodi di storia in cui il cristianesimo fu monolitico solo perché tutti coloro che esprimevano differenze di visione e di pensiero furono duramente perseguitati e messi a morte.
Ai nostri tempi attuali invece la diversità è vista come una ricchezza, una risorsa e anche il messaggio cristiano che raccomanda l'unità da un lato (Efesini 4) dall'altro da importanza alla diversità di carismi, doni e ministeri (1 Corinzi 12). I due brani non si contraddicono fra di loro ma raccomandano che "seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo". Ecco il vero e principale punto di riferimento, l'esempio a cui ogni cristiano può e deve prendere. In Efesini 4 l'apostolo Paolo dice quali sono i punti in comune che i cristiani devono avere fra di loro "1 Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, 2 con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, 3 sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace. 4 Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. 5 V'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, 6 un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti."
1. unità spirituale nella pace
2. unica vocazione (chiamata) di Dio motivo di speranza
3. un solo Signore (Gesù)
4. stessa fede (fede nella potenza di Dio)
5. il battesimo
6. lo stesso Dio Padre.
L'unità quindi fra cristiani non è da ricercarsi nell'unificare la differenza di insegnamenti ma in questi sei punti. In sintesi direi che la vera differenza è fra un cristiano solo di nome e un cristiano che vive autenticamente ciò che crede. Il vero cristiano, quello che sa usare la fede, che sa vivere in pace, che ha sentito e risposto alla chiamata divina con una vita improntata dal messaggio di Gesù, che è battezzato per il ravvedimento dai peccati e che pone Dio Padre sopra ogni altra autorità capisce che l'intero cristianesimo sincero è una sola grande famiglia.
La differenza di insegnamenti delle chiese cristiane, a volte contraddittori fra di loro, sono di minore importanza e sono dell'idea, come insegna Paolo in Efesini 4, che l'unità completa è futura e appartiene al momento del secondo ritorno di Gesù.
La chiesa avventista ritiene per se stessa che "all'origine della sua storia il popolo avventista ha ricevuto il mandato di ricordare, secondo il Vangelo, l'imminenza della seconda venuta di Cristo. Questo mandato ci spinge a proclamare le verità bibliche dal punto di vista specifico dell'invito alla preparazione contenuto nelle profezie bibliche." Il cristianesimo nella storia ha sicuramente visto alti e bassi di qualità nel modo di praticare gli insegnamenti evangelici circa come vivere e come adorare. Ma ci sono stati periodi di storia in cui il cristianesimo fu monolitico solo perché tutti coloro che esprimevano differenze di visione e di pensiero furono duramente perseguitati e messi a morte.
Ai nostri tempi attuali invece la diversità è vista come una ricchezza, una risorsa e anche il messaggio cristiano che raccomanda l'unità da un lato (Efesini 4) dall'altro da importanza alla diversità di carismi, doni e ministeri (1 Corinzi 12). I due brani non si contraddicono fra di loro ma raccomandano che "seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo". Ecco il vero e principale punto di riferimento, l'esempio a cui ogni cristiano può e deve prendere. In Efesini 4 l'apostolo Paolo dice quali sono i punti in comune che i cristiani devono avere fra di loro "1 Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, 2 con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, 3 sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace. 4 Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. 5 V'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, 6 un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti."
1. unità spirituale nella pace
2. unica vocazione (chiamata) di Dio motivo di speranza
3. un solo Signore (Gesù)
4. stessa fede (fede nella potenza di Dio)
5. il battesimo
6. lo stesso Dio Padre.
L'unità quindi fra cristiani non è da ricercarsi nell'unificare la differenza di insegnamenti ma in questi sei punti. In sintesi direi che la vera differenza è fra un cristiano solo di nome e un cristiano che vive autenticamente ciò che crede. Il vero cristiano, quello che sa usare la fede, che sa vivere in pace, che ha sentito e risposto alla chiamata divina con una vita improntata dal messaggio di Gesù, che è battezzato per il ravvedimento dai peccati e che pone Dio Padre sopra ogni altra autorità capisce che l'intero cristianesimo sincero è una sola grande famiglia.
La differenza di insegnamenti delle chiese cristiane, a volte contraddittori fra di loro, sono di minore importanza e sono dell'idea, come insegna Paolo in Efesini 4, che l'unità completa è futura e appartiene al momento del secondo ritorno di Gesù.
Proposta da Visitatore di Vivilasperanza.org e Risposta da Gaia il 02-Jun-2006 22:50 (406 letture)
“Ricordati di consacrarmi il giorno di sabato: hai sei giorni per fare ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato consacrato al Signore, tuo Dio…” (Esodo 20:8 Tilc).
Secondo la Bibbia il Settimo Giorno è il “sabato”, nome ebraico che significa riposo. Il settimo giorno è stato scelto da Dio come giorno a lui dedicato fin dal tempo della creazione - “… Dio benedisse il settimo giorno e disse: è mio” (Genesi 2:3 Tilc) - e la Chiesa Avventista, seguendo l’esempio della chiesa degli apostoli, lo osserva ancora oggi come giorno di astensione dai lavori settimanali, di riposo e di riunione per la comunità.
Il sabato biblico serve al credente per riscoprire se stesso e il suo rapporto con il Creatore. Come sarebbero diversi, migliori, gli uomini se un giorno su sette riuscissero a ritrovare e sperimentare la loro dimensione più profonda, quella spirituale. Ecco che paradossalmente un divieto, invece di rappresentare un limite per la libertà e la dignità dell’uomo, tende a esaltarne tutte le potenzialità.
Tommaso racconta la sua esperienza
Secondo la Bibbia il Settimo Giorno è il “sabato”, nome ebraico che significa riposo. Il settimo giorno è stato scelto da Dio come giorno a lui dedicato fin dal tempo della creazione - “… Dio benedisse il settimo giorno e disse: è mio” (Genesi 2:3 Tilc) - e la Chiesa Avventista, seguendo l’esempio della chiesa degli apostoli, lo osserva ancora oggi come giorno di astensione dai lavori settimanali, di riposo e di riunione per la comunità.
Il sabato biblico serve al credente per riscoprire se stesso e il suo rapporto con il Creatore. Come sarebbero diversi, migliori, gli uomini se un giorno su sette riuscissero a ritrovare e sperimentare la loro dimensione più profonda, quella spirituale. Ecco che paradossalmente un divieto, invece di rappresentare un limite per la libertà e la dignità dell’uomo, tende a esaltarne tutte le potenzialità.
Tommaso racconta la sua esperienza
Proposta da Visitatore di Vivilasperanza.org e Risposta da Gaia il 02-Jun-2006 22:47 (369 letture)
“Non siate tristi: abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio c’è molto posto. Altrimenti ve lo avrei detto. Io vado a prepararvi un posto. E se vado e ve lo preparo, tornerò e vi prenderò con me. Così anche voi sarete dove io sono…“Non vi lascerò orfani, tornerò da voi…”. (Giovanni 14:1-3,18).
Avventista significa “colui o colei che attende l’avvento di Cristo”.
La Bibbia ci dice che Gesù ha promesso ai discepoli che sarebbe ritornato su questa terra per mettere fine al male e inaugurare un mondo nuovo.
Infatti il messaggio della Bibbia è che il destino del mondo non è lasciato in balia del caso e delle passioni umane; esso ci dice che il Signore Gesù tornerà materialmente e visibilmente per giudicare ogni uomo, per offrire la vita eterna ai credenti e per far cessare il peccato, la sofferenza, l’ingiustizia e la morte.
Nessuno conosce la data del ritorno del Signore: “Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora” (Matteo 25:13) e questo anziché un ostacolo rappresenta uno stimolo per ogni credente a “essere pronto”, a non appiattirsi mai sui modelli del proprio tempo come se fossero verità definitive, come se il presente fosse l’unica dimensione della propria esistenza.
Marianna racconta la sua esperienza
Avventista significa “colui o colei che attende l’avvento di Cristo”.
La Bibbia ci dice che Gesù ha promesso ai discepoli che sarebbe ritornato su questa terra per mettere fine al male e inaugurare un mondo nuovo.
Infatti il messaggio della Bibbia è che il destino del mondo non è lasciato in balia del caso e delle passioni umane; esso ci dice che il Signore Gesù tornerà materialmente e visibilmente per giudicare ogni uomo, per offrire la vita eterna ai credenti e per far cessare il peccato, la sofferenza, l’ingiustizia e la morte.
Nessuno conosce la data del ritorno del Signore: “Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora” (Matteo 25:13) e questo anziché un ostacolo rappresenta uno stimolo per ogni credente a “essere pronto”, a non appiattirsi mai sui modelli del proprio tempo come se fossero verità definitive, come se il presente fosse l’unica dimensione della propria esistenza.
Marianna racconta la sua esperienza
Proposta da Visitatore di Vivilasperanza.org e Risposta da Gaia il 22-Feb-2006 20:02 (443 letture)
Per natura l’uomo ha bisogno di segni, manifestazioni esteriori, impegni in relazione ai momenti fondamentali della sua esistenza.
Il battesimo è forse il rito della chiesa più carico di significati affettivi e di fede.
Non è un atto che ha un valore in sé, come un segno magico, ma è un simbolo che testimonia l’accettazione di Gesù Cristo come personale Salvatore da parte di ogni credente.
Il battesimo è simbolo innanzi tutto di morte e risurrezione, cioè del processo spirituale della conversione che richiede rinnovamento totale dell’esistenza. Come scrive Paolo: “Vi siete dimenticati che il nostro battesimo unendoci a Cristo ci ha uniti nella sua morte? Per mezzo del battesimo che ci ha uniti alla sua morte siamo dunque stati sepolti con lui, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la potenza gloriosa del Padre, anche noi vivessimo una nuova vita”(Romani 6:3,4).
Il giorno del battesimo è quindi un nuovo compleanno per il credente, nato alla vita fisica e psichica dal seno materno, e rinato per mezzo dello Spirito con il battesimo, per vivere una nuova esistenza con il suo Creatore e Salvatore.
Gli avventisti praticano il battesimo per immersione degli adulti, come si faceva nella chiesa apostolica. Il battesimo dei neonati non ha una base biblica, perché avviene senza un’espressione di fede esplicita e responsabile da parte di chi lo riceve. Solo chi è in grado “di intendere e di volere” e ha conseguito una sufficiente conoscenza dei principi biblici, così come sono compresi dalla chiesa, può richiedere di essere battezzato.
Coloro che amministrano il battesimo sono i pastori e gli anziani ai quali la comunità delega, per elezione, questa autorità.
Il battesimo è dunque un patto, una promessa fra Dio e l’uomo, di cui la chiesa è testimone. Mediante il battesimo si entra con pieno diritto, anche formale, nella comunità ecclesiale, con i privilegi e i doveri che questo ingresso comporta.
Emma racconta la sua esperienza
Il battesimo è forse il rito della chiesa più carico di significati affettivi e di fede.
Non è un atto che ha un valore in sé, come un segno magico, ma è un simbolo che testimonia l’accettazione di Gesù Cristo come personale Salvatore da parte di ogni credente.
Il battesimo è simbolo innanzi tutto di morte e risurrezione, cioè del processo spirituale della conversione che richiede rinnovamento totale dell’esistenza. Come scrive Paolo: “Vi siete dimenticati che il nostro battesimo unendoci a Cristo ci ha uniti nella sua morte? Per mezzo del battesimo che ci ha uniti alla sua morte siamo dunque stati sepolti con lui, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la potenza gloriosa del Padre, anche noi vivessimo una nuova vita”(Romani 6:3,4).
Il giorno del battesimo è quindi un nuovo compleanno per il credente, nato alla vita fisica e psichica dal seno materno, e rinato per mezzo dello Spirito con il battesimo, per vivere una nuova esistenza con il suo Creatore e Salvatore.
Gli avventisti praticano il battesimo per immersione degli adulti, come si faceva nella chiesa apostolica. Il battesimo dei neonati non ha una base biblica, perché avviene senza un’espressione di fede esplicita e responsabile da parte di chi lo riceve. Solo chi è in grado “di intendere e di volere” e ha conseguito una sufficiente conoscenza dei principi biblici, così come sono compresi dalla chiesa, può richiedere di essere battezzato.
Coloro che amministrano il battesimo sono i pastori e gli anziani ai quali la comunità delega, per elezione, questa autorità.
Il battesimo è dunque un patto, una promessa fra Dio e l’uomo, di cui la chiesa è testimone. Mediante il battesimo si entra con pieno diritto, anche formale, nella comunità ecclesiale, con i privilegi e i doveri che questo ingresso comporta.
Emma racconta la sua esperienza
Proposta da Visitatore di Vivilasperanza.org e Risposta da Franco il 11-Jan-2006 20:19 (482 letture)
Nel 2003 la Scuola del Sabato ha compiuto 150 anni. Essa nasce per istruire secondo un metodo di insegnamento all'epoca avanzato. Oggi è un momento di incontro, meditazione e studio sia personale, durante la settimana, sia di gruppo al sabato. Tutto il processo di preparazione della Scuola del Sabato dura circa 4 anni. Per saperne di più si scarichi questa presentazione in Power Point che ne illustra le fasi di costruzione.





