Questa volta gli americani non riescono a fare tendenza e rischiano anche di creare un incidente diplomatico con la Santa Sede. Ma a risolvere tutto ci ha pensato, giocando d'anticipo, la sala stampa vaticana che ha snobbato ufficialmente il settimanale statunitense «Time» e la sua lista delle 100 persone più influenti del mondo.
Ecco, in quella lista non figura Benedetto XVI, nonostante i successi mediatici della sua recentissima visita a Washington e New York.
Con ironia, ma assoluta fermezza padre Federico Lombardi ha affermato: «Mi fa molto piacere che il Papa non ci sia, perché sono stati utilizzati criteri assolutamente estranei a valutazioni sull'autorità religiosa e morale del pontefice. Infatti, è difficile fare paragoni e graduatorie con caratteristiche che sono eterogene e utilizzano anche criteri di carattere mondano».
Peraltro, c'è da dire che il portavoce ha sorvolato su una domanda: perché nella lista è stato inserito il Dalai Lama («è un discorso diverso...», ha risposto). Dal canto suo, il direttore dell'Osservatore Romano, Vian, ha definito «sconcertante e inconsistente» l'elenco dei vip, stilato dal settimanale.
Ma vediamola questa top-list del «Time», divisa per categorie. Tra le autorità religios c'è pure il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, Tra i leader politici, il «Time» menziona, oltre al presidente americano George W. Bush e ai tre candidati alla Casa Bianca, anche il presidente russo Vladimir Putin. Nel capitolo «Eroi e pionieri» sono inclusi gli attori Mia Farrow e Brad Pitt-Angelina Jolie (come coppia) per il loro impegno sociale. Vi sono anche il tennista Andre Agassi, il ciclista Lance Armstrong, i cantanti Mariah Carey e Bruce Springsteen, gli attori George Clooney e Robert Downey Jr. E l'immancabile magnate dell'editoria, Rupert Murdoch.
Fonte: iltempo.it
... E' semplicemente un fatto di educazione, quando da bambino ti insegnano a cedere il posto a chi è più anziano. Se poi l'anziano ha quasi 99 anni (tra 9 giorni) e non ci vede nemmeno bene, il fatto che si chiami Rita Levi Montalcini diventa evidentemente secondario. Eppure tutto ciò non è bastato a evitare alla senatrice a vita di dover attendere in piedi mezz'ora prima votare, per colpa della maleducazione di quattro elettori che si sono rifiutati di farla passare avanti.
La scena si è svolta ieri poco prima di mezzogiorno a via Reggio Calabria, al seggio istituito presso la scuola "Falcone e Borsellino", vicino a piazza Bologna, quartiere medio-borghese della Capitale. La Montalcini si è presentata a braccetto di un accompagnatore il quale, vista la lunga fila, ha chiesto alle persone in coda la cortesia di far votare prima la signora. Senza presentare credenziali, solo un gesto di educazione verso un'anziana ipovedente. La risposta poteva essere scontata e invece no.
"Faccia la fila come gli altri", ha risposto un cinquantenne. E così un'altra signora: "Non esiste, anch'io ho fretta di votare". E poi un altro e un'altra ancora: "Non vedo proprio il motivo". Allertato dagli scrutatori, a quel punto è intervenuto il presidente di seggio: "Senatrice, se vuole la facciamo passare avanti". Una gentilezza quasi scontata, che si concede normalmente alle donne in gravidanza, ai disabili, agli anziani. A quel punto però è stato il carattere della Montalcini a prendere il sopravvento: "Grazie presidente, preferisco restare in fila come gli altri. Pazienza". Una scrutatrice le ha quindi offerto una seggiola: "Almeno si sieda, prego". Ma la senatrice ha rifiutato anche quella: "No, grazie davvero. Preferisco restare in piedi"...
Fonte: La Repubblica
Ventimila operai vietnamiti sono scesi in piazza contro la multinazionale Nike, già tristemente famosa per gli scandali del lavoro minorile nelle fabbriche a cui subappalta le proprie produzioni. In un paese assediato dallo sfruttamento di manodopera delle multinazionali occidentali, questo, che è il più grande sciopero nella sua storia, rappresenta un punto di svolta importante per un miglioramento deciso delle condizioni di lavoro dei vietnamiti, sia da un punto di vista economico, sia antinfortunistico, che etico. E’ particolarmente significativa, inoltre, la grande partecipazione femminile allo sciopero, ulteriore segno di un avanzamento culturale e sociale del paese.
I lavoratori, che appartengono tutti allo stesso stabilimento, chiedono a gran voce l’aumento del proprio salario, visto che un paio delle scarpe che loro producono, viene venduto in occidente ad un prezzo più alto del loro stipendio mensile.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stato il folle aumento dell’inflazione ed in particolare il prezzo del riso, aumentato del 25%. Eppure il Vietnam sta crescendo, visto che negli ultimi anni ha aumentato il proprio PIL dell’8%.
Da parte sua, la Nike afferma: "Riconosciamo che l’impatto dell’inflazione è duro per il popolo vietnamita" dice Chris Helzer, portavoce della multinazionale "e speriamo che il problema sia risolto rapidamente e in modo consensuale".
Va ricordato che la storica azienda produttrice di abbigliamento sportivo è stata tra le prime a dotarsi di un codice etico per la trasparenza nei propri stabilimenti. Questo purtroppo non è servito anche nel recente scandalo in Pakistan, dove sono state riscontrate presenze di minori tra i lavoratori.
Una delle soluzioni possibili a questa piaga dei nostri tempi, potrebbe essere quella di obbligare le multinazionali ad un maggior controllo certificato delle fabbriche a cui subappaltano i lavori (i proprietari della fabbrica vietnamita sono infatti taiwanesi), in modo da debellare il lavoro minorile e garantire salari più dignitosi a lavoratori ad oggi fin troppo sfruttati.
Fonte: buonenotizie.it

Ieri era una serata per me cupa, c'erano cose che non capivo nella mia vita, c'erano cose che mi lasciavano perplesso, molto perplesso anche sul continuare la gestione di questo sito. Un po' perché ieri mi è stato presentato un nuovo software che dovrà diventare quello ufficiale per tutte le chiese avventiste, un cms multisito che è molto meno personalizzabile e potente di questo, una versione hackerata e non ufficiale di Xoops. Però, proprio per la sua banale semplicità e superficialità, appare più semplice agli utenti "utonti", quelli che non hanno abilità di utilizzo delle possibilità offerte dai nuovi sistemi di Web Appliances come questo, che non è un CMS (content management system) ma è un framework, ovvero una cornice in cui muovere e gestire una grande quantità di dati diversi, che non sono necessariamente contenuti.
La prima cosa che ho capito lo è stata tramite una lettura sul libro di Ellen White "La Speranza dell'Uomo". Volevo leggere un po' di Bibbia prima di dormire, ma non mi andava di cercarla nella stanza accanto dove l'avevo lasciata per non uscire al freddo, e così ho deciso di cercare qualcosa in questo libro. Ho aperto a caso, pensavo che qualsiasi cosa avessi letto avrebbe alleviato il mio stato d'animo. Il primo brano che ho letto è stato un versetto biblico citato alla fine del capitolo 39.
Il Signore dice: «Date, e vi sarà dato» (Luca 6:38). «Chi semina scarsa-
mente mieterà altresì scarsamente; e chi semina liberalmente mieterà al-
tresì liberalmente… Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia,
affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quel che vi è necessario, abbon-
diate in ogni opera buona; siccome è scritto: Egli ha sparso, Egli ha dato ai
poveri, la sua giustizia dimora in eterno. Or Colui che fornisce al semina-
tore la semenza, e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza
vostra e accrescerà i frutti della vostra giustizia. Sarete così arricchiti in
ogni cosa onde potere esercitare una larga liberalità, la quale produrrà per
nostro mezzo rendimento di grazie a Dio» (2 Corinzi 9:6,8-11).
Questo brano mi ha fatto capire quanto sia importante la semina quotidiana di messaggi. Ogni giorno, come Dio ci da la vita, e abbondantemente, per ricevere un migliore raccolto spirituale. E spostando la mia lettura sulle parole che precedono questo capitolo ho capito altre cose importanti.
I mezzi a disposizione sembrano insufficienti per l’opera, ma avremo
abbondanti risorse se sapremo andare avanti con fede e fiducia nella po-
tenza del Signore. Se l’opera è di Dio, egli stesso provvederà i mezzi per il
suo compimento. Egli ricompenserà chi confida in lui con sincerità e
semplicità. Il poco che sarà impiegato al servizio del Signore del cielo in
maniera saggia ed equilibrata, crescerà nel momento stesso della distri-
buzione. L’esigua provvista di cibo che il Cristo teneva fra le mani bastò
finché la folla non fu sazia. Se ci rivolgiamo alla fonte di ogni potenza
con le mani della fede tese per ricevere, saremo sostenuti nel nostro la-
voro anche in mezzo alle circostanze più sfavorevoli, e saremo capaci di
dare agli altri il pane della vita.
Io sono un webmaster cristiano e avventista. Purtroppo a livello lavorativo le cose non mi vanno bene e non riesco nemmeno a dare a Dio un servizio sufficiente. Questo è l'unico sito che sia riuscito a costruire nell'argomento della fede. Che dire: ho costruito siti che hanno migliaia di utenti e milioni di visite l'anno, purtroppo invece nella mia chiesa hanno preferito andare in un'altra nazione lontana e scegliere un software molto meno potente per attrezzare le chiese italiane avventiste su Internet. Possibile che non possa trovare un'occasione per mettere i miei talenti a disposizione di Dio nella mia chiesa? I fornitori di software che la mia chiesa ha scelto hanno ricevuto milioni di dollari per il loro lavoro, io invece devo fare fronte ai debiti. Ma il poco messo a disposizione di Dio con fede semplice e sincera basterà. Gesù moltiplicherà. Io so quindi che potrò ugualmente dare il pane della vita anche nei miei piccoli e poveri mezzi.
Lavorando per il Signore si corre il pericolo di contare troppo sui
propri talenti e sulle proprie capacità. Si perde così di vista l’Artefice di-
vino. Troppo spesso chi lavora per il Cristo non ha il senso della propria
responsabilità. Egli rischia di appoggiarsi sulle strutture invece che su
Gesù, fonte di ogni forza. È un grave errore, nell’opera di Dio, confidare
nella saggezza umana o nel numero. Il successo dell’opera di Dio non di-
pende tanto dalla saggezza o dall’ingegno, quanto dalla purezza delle in-
tenzioni e da una fede semplice, sincera e ardente. Bisogna assumersi le
proprie responsabilità, compiere i propri doveri, affaticarsi in favore di
coloro che non conoscono il Cristo. Invece di scaricare le proprie respon-
pag. 276 (369-370)
«Date loro da mangiare»
sabilità su chi gode di maggiore stima, sarà bene lavorare secondo le pro-
prie capacità.
Io in passato ho fatto proprio questo errore, con i siti di successo che ho costruito ho pensato di riuscire a essere bravo anche in questo sito di vivilasperanza.org e invece con il Signore non funziona così. Mi sono appoggiato alla potenza della tecnologia e sui miei talenti. Ora che invece sento la mia sconfitta, ora che dopo un paio di anni questo sito è ancora al palo capisco che non sarà l'ingegno umano o il numero delle persone a rendere grande l'opera di Dio. L'opera è sua, Lui provvederà mezzi sufficienti e forze sufficienti.
Concluso con un'altra citazione dal 39 capitolo della Speranza dell'Uomo di Ellen White
Nonostante le difficoltà e gli ostacoli apparentemente insormontabili,
il regno del Cristo si sviluppa. È l’opera di Dio, il quale provvede i mezzi
necessari. I discepoli sinceri apriranno verso la folla affamata le mani
pure e piene di cibo. Dio non si dimentica di coloro che con amore of-
frono la Parola della vita agli uomini che, a loro volta, trasmettono ad al-
tri il cibo che sazia gli affamati.
Dio mi è accanto e ogni giorno seminerò tramite questo sito per poter essere il suo webmaster. Oggi ho lasciato la mia testimonianza.

Mi sto chiedendo quali contenuti iniziare a mettere in questo sito, forse la soluzione è semplice, è complicata, non lo so. Forse la direzione giusta come in molte cose viene camminando, forse non devo fare altro che adattarmi alle tematiche e all'ambiente software di questo sito.
Come già detto in precedenza ho installato questo sito con l'idea di farci girare in esso contenuti forniti da tutta una chiesa avventista locale, quella della Romagna, rappresentata dalla chiesa di Forlì e di Cesena. Quindi si tratta di un software, Xoops, che è giusto per organizzare comunità virtuali. Ma l'invito è andato un po' avuto e le presenze scarse. Forse potrei in definitiva fare ciò che la parabola dell'invito a nozze racconta.
22:2 «Il regno dei cieli è simile a un re, il quale preparò le nozze di suo figlio.
22:3 E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.
22:4 Di nuovo mandò altri servi dicendo: "Dite agl'invitati: Ecco, io ho apparecchiato il mio pranzo, i miei vitelli e i miei animali ingrassati sono ammazzati ed è tutto pronto; venite alle nozze".
22:5 Ma essi, non curandosene, se ne andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari.
22:6 E gli altri, presi i suoi servi, li oltraggiarono e li uccisero.
22:7 Il re allora, udito ciò, si adirò e mandò i suoi eserciti per sterminare quegli omicidi e per incendiare la loro città.
22:8 Disse quindi ai suoi servi: "Le nozze sono pronte, ma gl'invitati non ne erano degni.
22:9 Andate dunque agli incroci delle strade e chiamate alle nozze chiunque troverete
22:10 E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti coloro che trovarono cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
22:11 Ora il re, entrato per vedere i commensali, vi trovò un uomo che non indossava l'abito da nozze;
22:12 e gli disse: "amico come sei entrato qui senza avere l'abito da nozze?" E quegli rimase con la bocca chiusa.
22:13 Allora il re disse ai servi: "Legatelo mani e piedi, prendetelo e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti.
22:14 Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Per incollare questo testo ho usato la bibbia interna del sito, a proposito è un software che non esisteva in italiano, grazie a Dio sono riuscito a farlo funzionare. Che mi aiuti a fare tanto di più.
Ora questa parabola era dedicata ai Giudei del tempo e io non ne voglio, e nemmeno posso, fare una applicazione attuale. Però il consiglio di Gesù lo ritengo ancora valido: riempire la sala, cioè questo sito web, di altre persone, buone o cattive, che però desiderano partecipare di persona al grande momento del ritorno di Gesù.
Gli avventisti predicano da sempre questo momento, profetico e condiviso da tutta una umanità. Ovunque c'è attesa di un messia che ponga soluzione ai problemi dell'umanità. Forse alcuni pensano che sia il caso di tirarsi su le maniche e agire se vogliamo pace, salute, istruzione, vestiti e cibi per tutti invece di aspettare il messia. Sono millenni che l'umanità invece vive questi problemi e che nemmeno il petrolio o le tecnologie hanno ridotto. Cosa altro fare? Tutti gli sforzi possono diminuire i problemi ma non annullarli. Noi che vogliamo andare al banchetto del messia vogliamo risolverli.
La linea editoriale di questo sito quindi per come la vedo io è quella di far incontrare qui tutta la gente che spera nel ritorno di Gesù e che naviga nel web alla ricerca di un luogo dove parlare di questo. Vivilasperanza.org è un nome che ci sta bene per un sito a tema di questa dimensione e di questa portata. Spero io per primo di incontrare altre persone che ci credono a questo ritorno e che con la nostra testimonianza possiamo rendere grande la nostra community virtuale che ha questa mission.



