Diritto di cronaca
30/6/2010 -
Immigrate da stupro
La tratta e gli abusi sulle romene nelle campagne siciliane tra Gela e Vittoria
FLAVIA AMABILE
Oggi vi riporto un articolo apparso deci giorni fa su Sciclinews che cita l'impegno della chiesa avventista in una ennesima piaga sociale
Le nuove schiave raccolgono l’oro verde nelle serre della fascia trasformata, all’estremo sud della Sicilia. Sono romene, vittime di una nuova forma di tratta nella piana che corre per decine di chilometri tra Gela e Vittoria. dove su 60mila abitanti 12mila sono stranieri e la proprietà fondiaria frammentata ostacola i controlli.
Arrivano dalle aree rurali a nord della Romania, le paghe arrivano a 15 euro per durissime giornate di 10-12 ore passate a raccogliere peperoni, pomodori, zucchine e melanzane sotto teloni dove la temperatura in questi giorni sfiora i 60 gradi. Prodotti che finiscono nei grandi mercati ortofrutticoli d’Italia e del Nord Europa. Lasciano 200 euro al “caporale” e quindi al racket che procura il lavoro. E di notte le più giovani, sotto ricatto di licenziamento davanti a un rifiuto e per racimolare qualche euro supplementare da mandare a casa a famiglie in miseria, devono subire gli abusi sessuali di alcuni proprietari terrieri nei dormitori ricavati da casolari abbandonati nelle campagne di Acate, vicino alle grandi serre dietro il mare, o in compiacenti locali pubblici. Sfruttatori che spesso le mettono incinta costringendole ad abortire.
Negli ultimi tre mesi al consultorio di zona risulta la cifra record di 45 interruzioni volontarie di gravidanza, tutte compiute da giovani romene sole. Nell’estate dopo Rosarno la situazione in questo immenso orto siciliano è peggiorata per i braccianti. L’allarme è stato lanciato dalla società civile impegnata nell’accoglienza, la Caritas diocesana di Ragusa, la Parrocchia dello Spirito Santo di Vittoria, la locale Camera del Lavoro e dalle autorità religiose dei migranti. Arduo rompere l’omertà, perché la paura di perdere l’unica fonte di sostentamento cuce le bocche. Uno dei pochi testimoni di questa schiavitù invisibile è Eugeni Havresciuc, pastore romeno della chiesa avventista del Settimo giorno, cui diverse donne hanno chiesto aiuto.
«Ufficialmente i romeni sono mille, più probabilmente tremila. Uomini e donne, partono in pullman dalle province rurali della Moldavia romena dove vivono in miseria. Come europei non hanno limiti di movimento né problemi di permesso e accettano di lavorare per metà paga. Anche se chiaramente le cifre in busta risultano diverse e molti lavorano in nero. Qui vivono dispersi nella campagne, nascosti e in condizioni indegne. Lo sfascio famigliare costringe sempre più donne a partire. In media hanno 22-25 anni. Sono quelle più soggette ad abusi. Sono sposate e hanno figli piccoli, ma non hanno scelta».
La dinamica dell’anagrafe agraria di Vittoria è impressionante. Nel 2007 i braccianti romeni erano 60 a fronte di 2mila tunisini. Nel 2008, con l’ingresso della Romania nell’Ue passano a 1.800 contro 1.600. Oggi solo ad Acate, frazione dove sono concentrati, i 774 romeni residenti superano anche gli italiani.
Intanto la tensione sale a Vittoria, come denuncia un dossier Caritas, dove la comunità tunisina, composta da circa 9mila persone, dopo 30 anni si è integrata. Hanno aperto negozi, alcuni da braccianti sono diventati imprenditori. Ma ora sono stati soppiantati dai romeni. E, ironia della sorte, dalla concorrenza spietata del loro stesso paese che esporta nella piana ortaggi sottocosto poi marchiati come prodotto locale. Il cuore della piccola casbah è piazza Senia. Alle sei del pomeriggio è affollata da maghrebini, quasi tutti disoccupati. La malavita locale sta pescando in questa nuova sacca di povertà per lo spaccio. Ci sono già state scaramucce con i romeni, qualcuno teme scontri.
Hamid Jalabari, rappresentante del centro culturale islamico, conferma il disagio. «Mi risulta che almeno un centinaio di persone siano partite. Non so se rimpatriate o migrate altrove. Quando un tunisino si regolarizza, il datore lo lascia a casa e assume un romeno in nero».
Il sistema illegale conviene a molti. Lo spiega Beppe Scifo, sindacalista della Cgil. «Lo sfruttamento è operato da ex braccianti affrancati. Assumendo sottocosto i romeni i proprietari ad esempio eludono l’Inps. Con un contratto che copre 102 giorni, gli altri 102 della stagione sono in nero, ma i braccianti figurano disoccupati. Così vengono paganti poco (un contratto regolare va dai 30 ai 40 euro) ma anche a loro conviene perché prendono 102 giorni di disoccupazione dall’Inps. Ovvero 2mila euro, parte dei quali va al caporale. E la mafia locale, la Stidda, impone servizi agricoli».
C’è una speranza. La Prefettura ha riconosciuto lo sfruttamento delle lavoratrici come nuova forma di tratta. Chi parla ha dunque diritto alla protezione. A fine mese la Rete nazionale antitratta e la Cgil lanceranno una campagna di informazione diffondendo adesivi con il numero verde nazionale antitratta. Uno spiraglio nella piana che ha perso la testa per l’oro verde.
“Attacco mortale all’Europa dei valori e dei diritti”, “negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del cristianesimo nella società e nell’identità italiana”, “queste decisioni ci allontanano dall’idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Di questo passo il fallimento politico è inevitabile”. Queste e altre ancora le reazioni di molti leader politici, quasi che davvero l’esposizione del crocifisso sui campanili, sulle vetrate e sugli altari delle chiese, agli angoli delle strade, nelle classi delle scuole cattoliche, nei chiostri dei conventi, sulle montagne, nei santuari, al collo dei fedeli, ecc., fosse stata messa al bando! Tiziano Rimoldi docente di diritto ecclesiastico presso
Nelle dichiarazioni infiammate che si leggono in questi giorni sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso emerge una sostanziale mancanza di conoscenza o la deliberata volontà di ignorare le coordinate del problema, che a mio modesto avviso sono le seguenti:
1. L’esposizione del crocifisso è prescritta da disposizioni di carattere amministrativo, non da leggi. In particolare l’art. 118 del Regio Decreto n. 965 del 1924 prevede per le scuole medie che “Ogni istituto ha la bandiera nazionale; ogni aula, l’immagine del Crocifisso e il ritratto del Re”, mentre per le scuole elementari l’allegato C del Regio Decreto n. 1297 del 1928 prevede tra gli arredi delle classi “1. Il Crocifisso. 2. Il ritratto di S. M. il Re”. Queste disposizioni sono state confermate da una circolare ministeriale del 1967 sugli arredi scolastici.
2. Le disposizioni amministrative sopra citate sono state emanate in un periodo nel quale era vigente il principio della confessionalità dello Stato. Infatti lo Statuto albertino, al suo articolo 1, recitava: “Art. 1.
3. Le disposizioni suddette sono state emanate da governi presieduti da Benito Mussolini, Duce del fascismo, che aveva interesse ad accattivarsi le simpatie della Chiesa cattolica e che sarà l’artefice, per parte italiana, della Conciliazione e della firma dei Patti lateranensi nel
4. L’Accordo di Villa Madama del 1984 che ha modificato i Patti lateranensi, nel suo protocollo addizionale, stabilisce “In relazione all’articolo 1…Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano”. Dal 1984 quindi l’Italia non è più uno Stato confessionale.
5.
Per concludere: l’Italia non è più uno Stato confessionale. Al contrario, l’Italia è uno Stato laico, che tutela il pluralismo religioso. Anche quando impartisce l’insegnamento della religione cattolica, garantisce però, in nome del pluralismo e della libertà religiosa, la possibilità di non essere costretti ad assistervi. Ecco perché, al di là di chi si offende o di chi non si offende (è molto antipatico etichettare la sensibilità degli altri come “eccessiva” o “ideologica” quando si parte da posizioni dominanti), lo Stato garantirebbe meglio la laicità delle istituzioni smettendo di prescrivere che ogni aula sia dotata di un crocifisso (per il ritratto di Sua Maestà il Re per fortuna si è già provveduto in tal senso).
Altre nuove modifiche al sito Vivilasperanza.org:
- Il sistema di forum è stato semplificato e soprattutto ora funziona regolarmente;
- alcune correzioni alla grafica del sito;
- la home è stata arricchita di nuovi blocchi: uno per le notizie, uno per il forum, uno per il regalo di un libro.
Ora il forum ha nuovi argomenti e altri verranno aggiunti per stimolare la discussione.
Dopo che il Breviario su Iphone (iBreviary) ha avuto un gran successo di critica, e anche di pubblico, per un software così di nicchia, ho cominciato a interessarmi allo spazio che ha l'argomento religione sull'internet italiano, e non solo, e sugli applicativi per desktop. Naturalmente l'argomento è variegato ed esteso, ma non sempre di qualità. Ma più che alle singole applicazioni sono interessato a capire di più di quelle che interagiscono con gli applicativi web. Come ad esempio i gadget per iGoogle.
Ogni utente di Google che si registra ha la possibilità di creare una sua home page Google suddivisa in schede, un applicativo che sta diventando molto ricco di possibilità. In ognuna di queste schede può inserire una grande quantità di gadgets a scelta. Questi possono mostrare le ultime notizie o il meteo o i programmi televisivi. Possono dare accesso alle anteprime dei film del momento o a una scelta di radio nazionali in streaming. Ma possono essere, fra la vasta scelta esistente, anche gadgets di tipo spirituale.
Per la lingua italiana la scelta è limitata a soli tre gadgets su santo del giorno e liturgia. Quello meglio concepito fa riferimento al sito Liturgia della Settimana preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT), testimonianza di come i monaci odierni siano passati dalla trascrizione di codici miniati medioevali alla scrittura dei moderni codici di programmazione delle pagine web.
Ben diversa e più variegata è la scelta in lingua inglese. La prima differenza che salta all'occhio è che molti dei gadget sono basati sulla lettura della bibbia: si va dal versetto del giorno a un piano di lettura della bibbia in un anno; ben due i motori di ricerca di versetti biblici, ma nessun devozionale. Questo forse perché la cultura anglofona statunitense è portata alla lettura e commento personale della bibbia. Quella qui sotto è una pagina tipo che si può confezionare con questi gadgets su iGoogle.
Ma non è finita. Fra i gadgets spirituali invece esistono letture della Baghavat Gita e i pensieri buddisti del giorno.
Alla fine però sono tutti gadgets che rimandano ad altri siti nel web nulla in effetti di nuovo sotto al sole. iGoogle potrebbe essere una lavagna bianca dove poter scrivere nuove parole e modi di esprimersi e comunicare, ma non riesce a diventare indipendente dal web, proprio perché generata dal sistema informatico del motore di ricerca più importante del momento, un sistema che per definizione può solo raffinare il meglio e al meglio le informazioni già esistenti, ma non esprimere quella creatività che invece crea il nuovo e il futuro. Soprattutto non potrà creare nuove strade alla spiritualità cristiana, ma solo sinergie e ciò è già abbastanza.
Sta per concludersi a Cesena e a Forlì presso le sede locali di REACH Italia Onlus una raccolta di materiali a cui tutti sono invitati a partecipare in appoggio ai progeti educativi e umanitari in Burkina Faso, uno degli stati più poveri del continente africano. Reach Italia è un'organizzazione non governativa di aiuto alle popolazioni indigenti, che ha attivato in Burkina Faso 20 progetti fra cui l'adozione a distanza di bambini in età scolare, progetti agricoli per aumentare la fertilità dei terreni e infine un centro di avviamento alla meccanica. Per tutto ciò viene organizzata una raccolta di strumenti e oggetti utili che verranno spediti con un container apposito: per le scuole ad esempio sono richieste penne biro o matite, carta, computer usati; per l'officina si richiedono attrezzi da meccanico per auto/moto/camion, nuovi o usati; inoltre sono ben accetti vestiti di ogni tipo, soprattutto per bambini e ragazzi, lenzuola e coperte. Servono inoltre elettrodomestici d'occasione quali lavatrice e congelatori a pozzetto. Chiunque può contribuire a riempire questo container e la lista completa degli oggetti richiesti è pubblicata qui sotto. È possibile richiedere maggiori informazioni telefonando al n. 0547 300921. La consegna si deve effettuare ogni sabato pomeriggio dalle 16 alle 19 presso le sedi locali REACH: a Cesena in via Gadda 300 (Zona Conad case Finali) oppure a Forlì in via Curiel 53. Il container partirà da Forlì entro novembre 2008. Speriamo grazie alla generosità di tutti di aver riempito il container.
Il precedente container spedito alla fine dell'2007, vedi foto, è partito dalla Svizzera ed è arrivato a Ouagadougou il 7 dicembre 2007 dopo circa un mese di viaggio. Oltre ai motori il container è stato caricato e riempito il più possibile da vario materiale utile ad altri progetti seguiti da Reach Italia, grazie all’associazione Deserto Verde Burkinabè (www.desertoverde.ch) e alle donazioni di privati legati a questa associazione. C'erano vestiti per i neonati seguiti da un progetto di sostegno alimentare, che Reach Italia segue insieme alla PAM (Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite) nei pressi di Dori, al nord del Burkina Faso.
Nel container c’erano anche diverse biciclette frutto della raccolta della festa solidale tenutasi a Cesena nel mese di settembre, festa che si è coronata Sabato 15 dicembre 2007 con la consegna da parte di ADRA Romagna e della sez. Romagnola di Reach Italia, e con il contributo dell’8x1000 della Chiesa Cristiana Avventista, di una donazione di 3.038 Euro destinati all’avvio di un microprogetto di sostegno a 100 orfani nel villaggio di Tokabangou, dipartimento di Markoye, provincia dell’Oudalan a nord del Burkina Faso.
Doni diversi ma uno stesso sentimento di solidarietà permettono, a chi ha più bisogno, di ricevere sostegno e aiuto. Partecipa anche tu!
Per sapere di più su Reach Italia Onlus visita il suo sito web.
Elenco dettagliato degli oggetti richiesti da REACH Burkina Faso :
- Congelatore a pozzetto
- Lavatrice
- Moto usate (Honda XL 600-750 o Yamaha 600-750)
- Vestiti di tutti i tipi, sopratutto bambini, ragazzi
- Lenzuola
- Scarpe anche anti - infortunistica
- Attrezzi da meccanico auto/moto/camion (per un centro di formazione)
- Una cassetta per attrezzi
- Attrezzi discreti con chiavi dalla 8 alla 32 sia piatte che a tubo, più martelli, pinze, cacciaviti, ecc.
- Telefonini
- Computer
- Biciclette
- Radio, TV
- Penne, matite, biro, gessi, ecc. (no quaderni a righe o quadretti)
- Carta da fotocopiatrice
